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12 Novembre 2020 - Oria

Buon Compleanno MADRE ARLENE!

Giorno di festa nelle nostre Comunità di San Benedetto e Parietone di Oria per il compleanno della Carissima Madre Arlene Cayao. Nel pomeriggio i bambini del Centro Socio Educativo Diurno di San Benedetto hanno organizzato un piccola festa a sorpresa e hanno preparato un bellissimo cartellone per Madre Arlene che ha regalato caramelle a tutti i bambini. La sera i festeggiamenti sono continuati alla Comunità mamma-bambino di Parietone dove, prima del ricco banchetto e della torta, le mamme e Suor Sherly hanno allietato i presenti con un balletto indiano e i bambini hanno letto le loro letterine di auguri. Ma le sorprese non sono finite qui. Poiché causa Covid non è stato possibile fare una unica festa come di consueto, la sera del 13 è toccato alla Comunità Minori e Comunità Dopo di Noi del Centro San Benedetto festeggiare Madre Arlene organizzando un’altra festa in suo onore in cui le ragazze hanno ballato e i bambini hanno letto una piccola poesia. Dopo la cena, lo scambio di regali e dopo aver mangiato la buonissima torta, sono state fatte volare in cielo le lanterne con i nostri auguri per Madre Superiora : “Che il Signore ti protegga e benedica sempre….AUGURI MADRE ARLENE” La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

XIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Chi accoglie voi accoglie me (Mt 10,37-42).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Il cuore di questo passo sta nell’identificazione tra Gesù e i discepoli che è da vedere sia come descrizione che come impegno. Nel momento in cui i discepoli annunciano il vangelo, è Gesù stesso presente, perché è lui il contenuto, che è l’annuncio della misericordia e del perdono di Dio di cui Gesù è la manifestazione. Ma allo stesso tempo i discepoli devono essere consapevoli che non devono portare sé stessi e le proprie idee, facendole passare per vangelo ma devono annunciare solo ciò che Gesù ha insegnato loro. L’accoglienza dei discepoli da parte di chi ascolta è diversa da quella verso un qualsiasi profeta perché mentre il profeta ha un carisma e un’autorità propria, chi annuncia il vangelo deve scomparire per far posto a Gesù; dovrebbe far propria la frase di Giovanni il Battista: lui deve crescere e io diminuire. L’annuncio del vangelo non significa portare una propria tradizione o cultura: il padre o la madre di cui parla Gesù rimanda all’appartenenza a una tradizione, non è un invito a trascurare i genitori che sono nel bisogno; il figlio o la figlia indicano le proprie attese e i propri progetti, non è un’incitazione all’abbandono dei minori. Prendere la croce significa fare propria la missione di Gesù che è quella di annunciare la misericordia e il perdono, non rassegnarsi ai malanni della vita. Ogni volta che pensiamo di annunciare il vangelo e in nome di Gesù annunciamo una morale parziale, come ad esempio la difesa della vita e allo stesso tempo il rifiuto dei migranti, l’annuncio della salvezza ma non per tutti, non stiamo portando Gesù ma le nostre idee che sono sempre limitate. Annunciare il vangelo significa non solo portarlo agli altri ma farlo risuonare dentro di sé perché siamo continuamente in cammino per convertirci. La prova che stiamo veramente parlando in nome di Gesù, quindi, è quando anche i più piccoli, gli ultimi, i più disprezzati nella società e nel mondo, possono sentirsi suoi discepoli, non esclusi, cioè, dalla benedizione di Dio. Michele Tartaglia

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo