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12 Novembre 2020 - Oria

Buon Compleanno MADRE ARLENE!

Giorno di festa nelle nostre Comunità di San Benedetto e Parietone di Oria per il compleanno della Carissima Madre Arlene Cayao. Nel pomeriggio i bambini del Centro Socio Educativo Diurno di San Benedetto hanno organizzato un piccola festa a sorpresa e hanno preparato un bellissimo cartellone per Madre Arlene che ha regalato caramelle a tutti i bambini. La sera i festeggiamenti sono continuati alla Comunità mamma-bambino di Parietone dove, prima del ricco banchetto e della torta, le mamme e Suor Sherly hanno allietato i presenti con un balletto indiano e i bambini hanno letto le loro letterine di auguri. Ma le sorprese non sono finite qui. Poiché causa Covid non è stato possibile fare una unica festa come di consueto, la sera del 13 è toccato alla Comunità Minori e Comunità Dopo di Noi del Centro San Benedetto festeggiare Madre Arlene organizzando un’altra festa in suo onore in cui le ragazze hanno ballato e i bambini hanno letto una piccola poesia. Dopo la cena, lo scambio di regali e dopo aver mangiato la buonissima torta, sono state fatte volare in cielo le lanterne con i nostri auguri per Madre Superiora : “Che il Signore ti protegga e benedica sempre….AUGURI MADRE ARLENE” La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo