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20 Novembre 2020 - Oria

Giornate dei Diritti dell'infanzia e dell'afoloscenza

I bambini della Comunità Educativa e del Centro Socio Educativo Diurno per Minori di Oria hanno realizzato vari laboratori per celebrare questo importante giorno per tutti i bambini e giovani. In particolare i bambini della Comunità hanno realizzato un albero le cui foglie sono le impronte delle loro piccole mani su cui ognuno ha scritto il diritto che riteneva più importante: diritto alla casa, diritto alla famiglia, diritto all’uguaglianza ecc. I bambini e ragazzi del Centro Diurno hanno invece realizzato un cartellone in cui sono stati riportati non solo i Diritti, ma anche i DOVERI di ogni bambino: dovere di andare scuola, dovere di comportarsi bene col prossimo, dovere di avere cura di se ecc… Mai come questo periodo si guarda con un occhio speciale ai bambini e ai loro diritti alcuni dei quali compromessi dall’attuale emergenza sanitaria per esempio le scuole chiuse negano il diritto all’istruzione. Ma la cosa più importante è il DIRITTO ALLA SALUTE, che deve essere garantito a tutti grandi e piccoli e con fede e speranza siamo certi che supereremo questo difficile periodo per la nostra intera comunità. La Coordinatrice Dott.ssa Federica Desiato

Semi di Parola

XX Domenica del Tempo Ordinario – Anno A - Donna, grande è la tua fede (Mt 15,21-28).
Questo racconto contiene, forse, l’episodio più imbarazzante della vita pubblica di Gesù, dove si racconta che resta indifferente se non infastidito di fronte alla richiesta di una donna pagana. L’evangelista Matteo rincara la dose, in quanto Gesù espone il criterio del rifiuto: sono stato mandato solo agli ebrei, peccatori, sì (pecore perdute), ma sempre ebrei. Gli altri, i non ebrei, sono definiti semplicemente cani (che, in una cultura dove non c’è la cura per il migliore amico dell’uomo, non era certamente un complimento); unico apparente segno dell’animo tutto sommato sensibile di Gesù è il fatto che li chiama “cagnolini”, cuccioli. L’aver raccontato l’episodio da parte di Marco e poi di Matteo (Luca non lo fa perché la questione pagana verrà affrontata negli Atti), nonostante l’imbarazzo della scena, dimostra che è avvenuto realmente e probabilmente quella donna ha fatto veramente cambiare il punto di vista a Gesù. Ma perché continuare a raccontarlo e scriverlo poi in vangeli destinati anche ai cristiani non ebrei? Probabilmente perché la difficoltà è stata avvertita dalle prime comunità dove i discepoli storici hanno pensato che Gesù fosse venuto solo per il popolo eletto e Paolo, ultimo arrivato, ha dovuto combattere tanto per un vangelo destinato a tutta l’umanità e non solo agli ebrei. Ricordare che Gesù ha avuto la capacità di cambiare le proprie convinzioni è diventato un criterio per tutte le generazioni future e lo è anche per i cristiani di oggi. Quando siamo tentati di fare classifiche di dignità tra popoli o persone, facendolo anche in nome di Gesù e del vangelo, questo episodio sta a ricordarci che il vero discepolo di Gesù è capace e deve cambiare la propria prospettiva quando è a rischio il rispetto e la difesa della dignità umana. Il non farlo porta all’odio e alla distruzione di interi popoli, come lo è stato nei confronti del popolo ebraico, reo di non aver creduto in Gesù e di averlo ucciso e come lo è oggi nei confronti di chi crede diversamente in Dio oppure non corrisponde ai nostri standard di valori e quindi viene tenuto fuori dal proprio mondo, associando in questo delirio di disprezzo anche chi fino a ieri era oggetto di persecuzione, vantandoci di difendere la cosiddetta cultura giudaico-cristiana.

La Preghiera della Memoria

Attraverso i volti e la storia.

Belvedere del Rogate

libreria del santo